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La Nostra Storia < 40º ANNIVERSARIO

LA NOSTRA STORIA

Se è sempre lecito ai giovani neo-laureati sognare in grande, a maggior ragione lo era negli anni ‘60, in pieno boom economico, ai laureati in ingegneria che assistevano al decollo di un nuovo mondo industriale. Si poteva immaginare un facile inserimento, date le conoscenze acquisite nei durissimi studi universitari all'Università di Bologna, ma i sogni giovanili presto dovettero essere accantonati, perché per molti di loro era urgente l'autonomia finanziaria, fino a quel momento sconosciuta, e perchè purtroppo negli anni 63-65 non c'era domanda locale ed era molto ridotta anche la domanda nella mitica e lontana Milano. Molti perciò si dedicarono all'insegnamento, al quale non preparano gli studi d'Ingegneria e che non era stato messo nel conto dello sviluppo delle loro carriere, ma che, al contrario, offriva molte possibilità a causa dell'incremento demografico post-bellico; continuando però a coltivare nel cuore qualcosa di diverso: la progettazione, i cantieri, lo stabilimento industriale… ecc.

Quando a qualcuno venne l'idea di costituire un gruppo d'ingegneri per lavorare insieme, gli interrogativi che si posero furono 1000 e più di 1000: per fare che? dove? con quali fondi affrontare la spesa di impianto dello studio? Che futuro poteva avere un gruppo d'ingegneri di varia specialità? Le risposte, talvolta, erano sovradimensionate oppure non c'erano affatto. La decisione fu di buttarsi a capofitto in questo tentativo, in fondo non esistevano in città centri d'ingegneria polivalenti, forse avrebbe potuto avere successo. Siccome tutto ciò non sembrava sufficiente per l'incoscienza giovanile, 8 giovani ingegneri decisero di fondare una società professionale multidisciplinare.

Correva l'anno 1965, febbraio; affittati alcuni locali in Via C. Battisti 22, si traslocò da casa propria qualche suppellettile, non più di uso corrente: sedie, mobili con vetro, da trasformarsi in mobili da ufficio, uno o due tavoli che si potevano effettivamente definire “scrivanie”; gli altri tavoli furono costruiti con due cavalletti su cui poggiava un piano in legno, il tecnigrafo era uno solo. Furono numerose le serate che il gruppo dedicò al lavoro di chiodi e martello per l'arredo, ma anche per l'impianto elettrico e per tutto quanto poteva essere fatto in economia (furono le prime esperienze di cantiere).

L'unico strumento di calcolo era il mitico "regolo calcolatore". I sogni erano finiti, e gli ingegneri erano lì, riuniti in Via C. Battisti, per dare gambe alla qualificazione dello studio e alla sua affermazione, bisognava correre e pensare, progettare, calcolare, studiare e tenersi aggiornati. Questa era la realtà che ha assorbito tutti, gli ingegneri e i loro collaboratori dall'inizio, sempre.

Mentre evolvevano i rapporti di lavoro con comuni, cooperative ecc. si cercavano sbocchi nuovi, settori in cui gli specialisti fossero pochi o comunque non nei dintorni di Modena e si andò delineando un filone di progettazione d'impianti a rete con specialità differenziate: chi si occupava di strade e fogne, chi d'illuminotecnica, chi di impianti a gas, chi di acquedotti, con ritmi di lavoro sempre sostenuti, perché ogni cosa, allora e oggi, deve sempre essere fatta presto ed al meglio. "Presto e meglio" è stata ed è tuttora la caratteristica del gruppo. Nel contempo mentre si collaudavano i rapporti interpersonali e le capacità di relazionarsi su più piani, cominciarono ad emergere filosofie diverse del lavoro, orientamenti diversi nell'attenzione ad un settore piuttosto che ad un altro e piccole e grandi cose; occasioni di lavoro diverse portarono ai primi abbandoni.

Nel 1970 il gruppo era formato da:

Giuliano Salvioli , (presidente fino al 2002), Amerigo Corradi, Fermo Ferrari, Mauro Salardi, Alberto Vaccari

Nel 1973 rientrò anche Luigi Tenti dopo una proficua esperienza lavorativa alla direzione di una azienda agroalimentare, ed il gruppo, completamente definito, lavorò per diversi anni guadagnandosi la fiducia e la stima da parte dei committenti e, motivo di orgoglio, altri gruppi d'ingegneri cominciarono a sorgere in città.

Sfogliando i verbali del Consiglio di Amministrazione, che si teneva una volta all'anno per l'approvazione del bilancio, ma che era, in realtà come fosse continuamente insediato, poiché tutto veniva deciso collegialmente, si legge che nel 1967 viene autorizzata la prima assunzione, nel 1971 si delibera l'accensione del 1° fido bancario, nel 1972 si dice testualmente ” Per la prima volta si può definire soddisfacente la retribuzione dei soci”.

Il 1973 fu l'anno della conferma della bontà dell'iniziativa assunta 8 anni prima e della svolta definitiva. Tutti si dedicarono a tempo pieno all'attività professionale e cominciarono le assunzioni dei collaboratori nell'ottica di costruire una squadra per il futuro. Nell'agosto 1973 il C.d.A. deliberò di cercare un gruppo professionale al di fuori dell'ambito territoriale per lo sviluppo della. società.

Questo obiettivo portò, negli anni immediatamente successivi, alla collaborazione con l'arch. Elisabetta Ansaloni Zivieri, modenese, allora girovaga per l'Italia alla ricerca anche lei di nuove forme di organizzazione della professione.

Elisabetta Ansaloni Zivieri era convinta che la progettazione era il risultato dell'apporto coordinato di molte e specifiche discipline. Così, dalla laurea in Architettura conseguita a Firenze, ha sempre perseguito la formazione di una equipe interdisciplinare di progettazione, che nel 1975 si concretizzò in una prima Società (C.T.A. Consulenti Tecnici Associati) con sedi a Udine (Friuli) e ad Olbia (Sardegna) e formata da lei e da tre architetti friulani, con diversi collaboratori strutturisti, impiantisti, computisti.

Un'altra vera novità in anni in cui era difficilissimo, in Italia, far lavorare assieme degli architetti.

Sempre nel 1973 si seguirono i nuovi filoni della depurazione delle acque e fu fondata, assieme ad alcuni tecnici amici, una società di produzione di impianti di depurazione, Acqua 2000 s.r.l., della quale la Ingegneri Riuniti fungeva da ufficio tecnico utilizzando le competenze nel settore per realizzare e vendere in ambito industriale impianti di depurazione delle acque.

L'acquisto di un vero e proprio calcolatore (non da tavolo) mise la società in condizione di produrre le prime progettazioni stradali con il calcolo computerizzato dei tracciati e dei volumi, ma anche di fare ricerca sulla informatica applicata all'ingegneria ed ai servizi sul territorio.

La dimestichezza con le Amministrazioni Comunali e la conoscenza delle loro procedure indusse a studiare e rendere operativi i software di contabilità finanziaria degli Enti Locali, tanto che fu necessario dare una veste autonoma a questa attività e fu costituita la Datagraph s.r.l. senza soci esterni al gruppo.

Nel 1975 fu celebrato il decennale della Ingegneri Riuniti con la pubblicazione di un volumetto che raccontava in immagini la storia dei primi dieci anni.

Nel frattempo, per far fronte alla cresciuta mole di lavoro ed alla diversificazione delle attività, erano stati assunti altri collaboratori, l'arredo era stato reso idoneo all'uso, si erano comprati tecnigrafi e computer, cosicché i locali di Via C. Battisti divennero angusti; ci si trasferì perciò nella sede attuale di Via G. Pepe.

Nel frattempo, a Udine, C.T.A. si stava sviluppando come gruppo integrato di progettazione ed in occasione del terremoto del 1976 fu l'unico gruppo interdisciplinare a presentarsi compatto e funzionante per la ricostruzione.

Nel 1979 avvenne un altro evento calamitoso in Umbria e C.T.A: fu chiamata ad affrontare anche questa emergenza terremoto e fu qui che avvenne in concreto l'incontro tra le affinità professionali di Zivieri e Ingegneri Riuniti.

Il lavoro da affrontare in Umbria era ancora più consistente di quello del Friuli, dove C.T.A. era nel pieno della ricostruzione e non poteva privarsi degli strutturisti e dei direttori dei lavori, così E. Zivieri, tramite amici comuni, entrò in contatto con Ingegneri Riuniti e fu costituita una partnership con una accentuata fisionomia interdisciplinare che permise di acquisire una parte importante del lavoro di ricostruzione.

Il 3 di gennaio del 1981 iniziò l'avventura dell'Umbria e sotto la responsabilità di Zivieri, fu organizzato un consistente gruppo di lavoro (16 persone) con sede a Vallo di Nera, per il recupero di vasti comparti storici edificati danneggiati dal terremoto.

Nel 1978 si cercarono alternative al settore delle opere pubbliche sviluppando il settore agroalimentare nel quale Tenti aveva affinato le sue conoscenze, e fu fondata F.T.P. s.r.l., società di progettazione e costruzione chiavi in mano di impianti agroalimentari, di cui ovviamente Ingegneri Riuniti fungeva da ufficio tecnico. Questa attività permise di acquisire importanti conoscenze nello specifico, sotto l'aspetto della progettazione di tutte le utilities necessarie al funzionamento di un'industria a partire dal lay-out delle macchine di produzione e fino alla progettazione di tutta l'impiantistica interna ed esterna. Si acquisì un altro valore aggiunto, qualificante sia per il tipo di prestazioni che per il fatto che si lavorava per impianti da costruire all'estero, con tutte le nuove conoscenze necessarie.

Nel 1983 ormai, gli ingegneri riuniti non erano più i giovani di Via C. Battisti, erano passati anni da allora, erano tutti di età compresa fra i 43 ed 48 anni, professionisti conosciuti in molte zone d'Italia. Questo comportava inevitabilmente delle personali verifiche delle proprie capacità e del proprio futuro, del proprio ruolo nel gruppo, delle possibili alternative; cosicché accadde che l'Ing. Corradi decise di accogliere una opportunità diversa che gli si era presentata e chiese di uscire dalla società.

Ciascun socio fece le sue valutazioni, mettersi in proprio o continuare nella società, e ognuno decise di continuare.

Dalla possibile chiusura ad un'altra svolta come quella di 10 anni prima.

Nel 1985, terminati i necessari transitori, il gruppo ingegneri riuniti risultò formato da 4 soci.

In quel particolare momento di transizione si poté contare su collaboratori seri ed efficienti o per meglio dire preziosi, che resero meno traumatico l'assestamento.

Nel 1984 E. Zivieri, dopo 18 anni, per motivi di famiglia, salutò con profondo dolore i suoi soci e amici di Udine e ritornò a Modena, la sua città ritrovata, nella quale iniziò in modo stabile la sua collaborazione con gli Ingegneri Riuniti.

Nel 1986 prende l'avvio la seconda grande commessa congiunta dei due gruppi: un intero comparto industriale dismesso da ricostruire; da allora il sodalizio e la collaborazione non si sono più interrotti.

Il periodo 1985-1990 fu, per Ingegneri Riuniti, il migliore dalla fondazione; si raggiunse il massimo numero di dipendenti grazie al consistente sviluppo nel settore delle reti di distribuzione del gas metano.

Nel 1985 cessò la collaborazione con F.T.P., ma poco dopo iniziò la collaborazione con un'altra ditta con interessi più ampi rispetto al settore agroalimentare, AGIND s.p.a. L'attività nel settore durò parecchi anni a venire e portò, tra le altre, interessanti esperienze nella progettazione dei forni da vetro.

Nel 1991 e fino al 1993, la crisi del settore opere pubbliche investì anche la Ingegneri Riuniti e fece nascere nei soci fondatori la consapevolezza della fragilità della struttura, che poggiava interamente sulle loro spalle e che probabilmente non avrebbe saputo reggere ad altre defezioni, con il rischio di disperdere un vasto e prezioso patrimonio di conoscenze e di esperienze. Come al solito, non c'erano strade già tracciate da percorrere. Cominciò così il tempo delle analisi sul modo migliore per dare continuità alla struttura dopo il ritiro dei soci fondatori e su come trasferire le responsabilità di conduzione della società. Comincia un'altra sfida che solo ora si può annunciare vinta.

La Ingegneri Riuniti comincia l'operazione “rinnovamento per la continuità”, si cedono quote agli ingegneri che collaborano da alcuni anni, Tavoni, Iadarola, Lucchese, entrano i figli dei soci fondatori e dopo un periodo di prova diventano soci, Lorenzo Ferrari, Giovanni Battista Tenti, Federico Salardi, allo stesso modo diventano soci altri due collaboratori ingegneri, Luca Reggiani e Marco Mazzini; nel 2002 si perfeziona l'accordo con Elisabetta Zivieri ed il suo studio, Progetto Ambiente, ed in seguito si procede alla incorporazione con cessione di quote ai tre professionisti proprietari, Zivieri, Guidetti, Gozzi.

Nel frattempo la società è stata adeguata al nuovo diritto societario ed è diventata S.p.A.

Nel 2000 si acquisisce la certificazione di qualità aggiornata nel 2004 alle ISO 9001/2000.

E non ci si ferma qui, l'ultimo nato è “Leonardo – Consorzio Europeo per l'ingegneria e l'architettura”, consorzio stabile di società di ingegneria, con il quale si vuole accedere al mercato della progettazione di maggiori dimensioni e guardare anche al mercato europeo.

Si guarda avanti come sempre, ma non si può dimenticare chi ci ha lasciato: nel novembre 2002 si è spento Mauro Salardi che verrà ricordato per le sue capacità professionali ma anche per le sue doti di grande umanità e di capacità di mediazione fra diverse visioni di politica societaria; è stato sicuramente il cemento che ha consolidato la Ingegneri Riuniti, è stata una grande fortuna per ognuno lavorare con lui, con la sua passione, l'intuizione intelligente, la serenità; sul piano personale sapeva esprimere l'amicizia e la solidarietà con misura e garbo; rimane nel cuore di tutti.

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